Call: 3933865235 | Email: info@dna7akashico.it

Divenire consapevoli di chi si e' e della Coscienza del Se'

LE RELAZIONI PERSONALI E LA LEGGE DELL’AMORE.


LE RELAZIONI PERSONALI E LA LEGGE DELL’AMORE.

Visto che stiamo parlando dell’amore, mi sono ricordato che hai detto un paio di volte che tutti abbiamo un anima gemella.

Si, è così.

Allora esistono veramente le anime gemelle? Si.

Ho sempre pensato che fosse una chimera, un sogno romantico che esisteva solamente nell’immaginazione.

No, esistono veramente. Che sia una chimera è frutto della vostra immaginazione.

E cosa sono le anime gemelle?

Spiriti complementari e affini al cento per cento, creati per stare uniti nell’amore e che si necessitano a vicenda per poter essere completamente felici.

E per ogni spirito c’è solo un’anima gemella o possono essere varie? Ci possono essere spiriti con una grande affinità, però solo uno è affine al cento per cento.

Con che obbiettivo si crearono le anime gemelle?

Perché nessuno si senta solo. Perché ci sia un altro come te che ti aiuti e ti stimoli a percorrere il cammino dell’amore. L’anima gemella è la persona ideale, la tua dolce metà per tutta l’eternità.

Vorresti dire con questo che le anime gemelle incarnano contemporaneamente per poter stare insieme?

Spesso è così, ma non sempre. Dipende dalle necessità evolutive dello spirito. A volte devono vivere esperienze per conto proprio, ad esempio per avanzare nello sviluppo della propria volontà e non diventare dipendente uno dell’altro.

E quando incarnano insieme, lo fanno per poter vivere come una coppia?

Molte volte si prepara l’incarnazione perché questo possa succedere. Sarebbe una situazione ideale, ma che non sempre si compie. Potrebbero incarnare insieme come un famigliare molto vicino o con una relazione di un altro tipo, a seconda delle necessità

evolutive e delle preferenze dello spirito. Ma c’è anche da considerare il fatto che una volta incarnati, potrebbero decidere di non stare insieme.

Allora l’elezione delle persone che fanno parte della nostra vita è una decisione che prendiamo prima di ogni incarnazione o è frutto delle decisioni che prendiamo quando siamo gia incarnati?

Le relazioni più vicine che compongono la famiglia, la futura coppia e certe amicizie sono frutto di una decisione che si prende prima di ogni incarnazione. C’è un impegno tra gli spiriti incarnati per poter aiutarsi a vicenda nelle rispettive missioni o prove che devono affrontare come, ad esempio, dei genitori rispetto all’incarnazione dei futuri figli, ecc…

Normalmente si rispettano i compromessi stabiliti prima dell’incarnazione? Ad esempio può succedere che una persona che ha accordato con un’altra di vivere insieme e formare una coppia, una volta incarnato ne scelga un’altra? * che una coppia che ha deciso di avere due figli, poi ne ha solo uno o nessuno?

Nel vostro mondo succede molto spesso che non si compiano gli impegni accordati prima di incarnare.

E per quale motivo?

Generalmente perché vi lasciate trasportare dai vostri difetti, dal vostro egoismo, prendendo decisioni con la mente che spesso è influenzata dalle suggestioni del mondo materialista in cui vivete e che vi porta ad affrontare una vita basata nella lotta per ottenere obbiettivi materialisti (consumismo) o godere di piaceri materiali (edonismo), dimenticando così le vostre aspirazioni e compromessi spirituali.

E come può uno spirito incarnato conoscere i propri compromessi spirituali accordati prima di nascere, se non ricorda niente?

Lasciandosi trasportare dall’intuizione spirituale. Quando lo spirito si lascia trasportare da ciò che sente sta ascoltando quella voce interiore che gli indica il cammino che deve seguire e man mano che compie gli obbiettivi fissati si sente più felice con se stesso, più sicuro e sereno, avendo più chiari i successivi obbiettivi della vita. Quando una persona non ascolta questa voce del sentimento e si lascia guidare esclusivamente dalla mente, seguendo obbiettivi puramente materialisti e scontrandosi così con i propri sentimenti, si

sentirà vuota, insoddisfatta, insicura, perché non trova un senso alla sua vita.

Potresti citare un caso concreto?

Facciamo l’esempio di due anime gemelle che si incontrano perché hanno stabilito di unirsi come una coppia prima di incarnare. Il loro lato spirituale fa in modo che si riconoscano e che venga stimolato il sentimento che entrambi sentono l’una per l’altra. Malgrado ciò, immaginiamo che uno è molto influenzato dal suo egoismo e prende le decisioni in base a ciò che detta il suo difetto. L’egoismo, attraverso la sua mente, approfitterà qualsiasi circostanza materialista per influenzarlo negativamente, perché non faccia caso ai suoi sentimenti: “non ha una buona posizione economica, non è della mia stessa condizione sociale, non è fisicamente attraente, la mia famiglia non vorrà e non voglio complicarmi la vita, vive troppo lontano, non è di questa o quella maniera, ecc…”. Ha avuto l’opportunità di sperimentare il vero sentimento e di vivere con l’anima gemella, con uno spirito con cui potrà godere dell’autentica felicità. Lasciando perdere questa opportunità sta respingendo i propri sentimenti e non sta rispettando l’accordo stabilito prima di incarnare. Se si lascia trasportare dall’egoismo, questo spirito sceglierà il suo partner non in base ai propri sentimenti ma in base alle proprie aspettative mentali o materiali, preferendo una persona con più fascino o con una migliore posizione economica o che sia più compiacente, insomma, con la persona che avrà in apparenza una vita più eccitante a livello materiale o più comoda, ma senza sentimenti.

E cosa succede con quelle persone che vogliono compiere con i loro compromessi? In questo caso ad esempio, cosa succederebbe con la persona che è stata respinta?

C’è sempre una seconda alternativa, visto che gli spiriti guida conoscono le capacità di ognuno di noi e sanno fino a che punto uno può compiere con i propri compromessi. La persona che è stata respinta dalla sua anima gemella ha la possibilità di rifare la sua vita con un altra, che pur non essendo affine al cento per cento è disposta a lottare per i sentimenti e meno per l’egoismo.

E cosa succederebbe, ad esempio, con uno spirito che ha stabilito di essere il figlio di una coppia che alla fine non si è formata? Visto che ognuno dei due futuri genitori ha trovato un altro partner e non

hanno compiuto quindi con ciò che era stato concordato, cosa succederebbe al figlio?

Dovete tener presente che il fatto di essere incarnato non significa che uno non sia in contatto con il mondo spirituale anzi, ci ritorna quasi ogni notte durante il sogno. In questa fase può prendere decisioni con altri spiriti, ad esempio, verso coloro che saranno i loro futuri figli, riprendendo i compromessi stabiliti, molte volte con un programma diverso da quello concordato. Nel caso che nessuno dei due possibili genitori prenda la decisione, si cercherebbe una coppia alternativa con delle caratteristiche simili e che voglia accettare lo spirito che deve incarnare. Le guide sanno che si cambia spesso di opinione una volta incarnati e per questo hanno previsto molteplici alternative che hanno a loro disposizione, affinché lo spirito possa avere varie opzioni di evoluzione. Non importa se le circostanze che si sono scelte siano diverse da quelle che abbiamo eletto prima di incarnare, perché se uno perde il “cammino” inizialmente tracciato ne sarà ricalcolato uno nuovo, con un altro percorso, però con lo stesso destino.

Se uno non compie con i propri compromessi, ci potrebbero essere alcune conseguenze negative?

Apparentemente potrebbe essere qualcosa di negativo credere che deviandosi per un cammino più corto si potrà raggiungere la felicità più rapidamente, ma forma parte del libero arbitrio avere la libertà di cambiare di opinione in qualsiasi momento. Fino a quando uno non vivrà gli sbagli sulla propria pelle, non potrà mai capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, quindi quello che non si impara in un modo si può imparare in un altro. Ci sono diversi percorsi per arrivare alla stessa meta, diverse alternative per poter imparare la stessa cosa.

Lo spirito che incarna potrebbe avere già conosciuto in altre vite coloro che saranno i suoi famigliari o parenti futuri?

Ci sono varie possibilità. Coloro che incarnano nella stessa famiglia possono essere stati parenti in vite passate mentre, in altri casi, può essere la prima volta che incarnano nello stesso nucleo famigliare.

Chi sono coloro che decidono i componenti della famiglia? Come si decide chi deve essere il padre, la madre, il fratello o la sorella, ecc…?

Normalmente lo decidono gli stessi spiriti di reciproco accordo, con l’aiuto e la consulenza delle guide spirituali.

E da cosa dipendono le relazioni famigliari?

Dalle necessità evolutive degli spiriti che si incarnano. Possono essere missioni o espiazioni.

Mi potresti specificare come può influire la necessità evolutiva nella composizione della famiglia e che differenza c’è tra espiazione e missione?

Certo. Esistono famiglie i cui componenti (fratelli, sorelle, genitori e figli) possono essersi fatti molto male ed essere stati nemici acerrimi in vite passate, tanto da provare un sentimento di odio, un risentimento, o un desiderio di vendetta reciproco. Questi spiriti incarnerebbero insieme, con l’obbiettivo di limare le loro asprezze attraverso la consanguineità. In questo caso si tratta di una espiazione, cioè di un debito che questi spiriti devono saldare tra di loro per aversi fatto del male a vicenda e per aver agito contro la legge dell’amore. Nel caso delle missioni gli spiriti non si uniscono perché hanno debiti da saldare, ma perché decidono di incarnare insieme per amore, potendo così aiutarsi a vicenda nell’adempimento di obbiettivi spirituali più avanzati, come ad esempio l’aiuto di esseri meno evoluti e, allo stesso tempo, usare questo aiuto come uno stimolo per migliorare nella loro crescita. Tra questi due estremi esistono situazioni intermedie di svariate sfumature, in cui ci sono parti di egoismo e parti di sentimento, parte di espiazione e parte di missione, perché man mano che lo spirito avanza verso il cammino d’evoluzione spirituale, ha sempre meno debiti da saldare e più amore da poter dare senza condizioni.

Nel caso delle relazioni per espiazione, non si potrebbe produrre l’effetto contrario? Se le persone che si odiano sono obbligate a convivere sotto lo stesso tetto, non si possono produrre tensioni, discussioni costanti, abusi e maltratti?

Non sono obbligate a vivere queste esperienze. Loro stesse hanno deciso di seguire il suggerimento delle guide spirituali per vincere i loro sentimenti di odio reciproco. Le discussioni, gli abusi e i maltratti di cui stai parlando sono una conseguenza dell’egoismo, perché questi spiriti continuano ad afferrarsi alle loro brutte abitudini spirituali, rifiutandosi di evolvere.

In ogni modo, mi sembra una terapia troppo aggressiva quella di introdurre a persone che si odiano nella stessa famiglia. È come unire a tutti i prigionieri più pericolosi nella stessa cella. Non finiranno con scorticarsi? Non mi sembra che da questa situazione possa nascere l’amore.

Non ho detto che tutte le persone della famiglia si devono odiare. Il contrasto potrebbe essere tra padre e figlio, o tra un fratello e l’altro, ma non verso tutti i componenti della famiglia. Normalmente in queste famiglie incarnano anche spiriti più avanzati, che danno l’esempio di come deve essere una condotta amorevole. Il fatto che due spiriti con un simile difetto incarnino insieme ha come obiettivo che uno veda i difetti dell’altro, perché capisca ed impari cosa significa convivere con qualcuno che gli assomiglia.

E cosa dovrebbero imparare da questa esperienza?

Anzitutto sapere che siamo tutti fratelli ed, in questo caso, nel vero senso della parola, perché la persona che abbiamo odiato nella vita precedente può essere un nostro fratello di sangue in quella attuale. Dovete tener presente una cosa: non si può evolvere amando solamente a poche persone ed odiare al resto. Se non trasformiamo l’odio in amore, non avanzeremo mai. Dobbiamo riparare il danno mediante la convivenza con la persona con la quale ci risulta più difficile, ma allo stesso tempo, alla quale siamo più legati. Inoltre, ci serve per conoscere e vivere sulla propria pelle le manifestazioni egoiste di quelle persone che hanno il nostro stesso difetto. Vediamo solamente la pagliuzza nell’occhio degli altri e non la trave nel proprio, cioè è facile vedere i difetti delle altre persone, specialmente quelle che non amiamo, ma ci risulta difficile vedere quelli propri. Vivendo in prima persona l’esperienza della sofferenza che genera questa manifestazione dell’egoismo, capiremo che è qualcosa che dobbiamo cercare di eliminare.

Torniamo al discorso delle relazioni personali. Per quali motivi si uniscono due persone formando una coppia?

Ci sono vari motivi: il primo, per amore, il secondo, per una necessità di evoluzione spirituale, mentre il terzo, per attaccamento.

I primi due sono motivi che riguardano criteri spirituali e si decidono prima di incarnare. Il terzo viene deciso dalla persona durante la sua vita terrena, spesso alterando i compromessi spirituali ottenuti prima di incarnare.

Mi potresti spiegare i motivi per cui si formano i diversi tipi di coppie? Il primo tipo di coppia è il risultato dell’unione dei sentimenti e delle affinità spirituali.

Il secondo tipo si forma per una necessità di apprendimento reciproco, normalmente per saldare un debito. Questi spiriti hanno la possibilità di migliorare attraverso i difetti e le virtù che entrambi possiedono con la convivenza, un’esperienza necessaria per poter imparare uno dall’altro.

Il terzo tipo invece può essere dovuto ad un’attrazione fisica o sessuale o da un’intesa per raggiungere obbiettivi mentali, obbiettivi materiali, necessità affettive o una convivenza obbligata da una delle due persone.

Posso capire che l’incarnazione dei futuri figli sia una decisione concordata nel mondo spirituale, ma l’unione di due persone? Non è forse, una decisione che si prende nel mondo fisico una volta incarnati?

Certo, la decisione finale si prende quando uno si è incarnato. Ma non è una casualità che due persone che non si conoscono si trovino e si riconoscano tra tante mille di milioni. Per fare in modo che le cose coincidano, cioè che le due persone possano avere la possibilità di incontrarsi e riconoscersi, c’è bisogno di un grande numero di situazioni che si organizzano nel mondo spirituale; oltre a questo, ciò che ci fa capire che si ha di fronte una persona che sarà importante nella vita è il ricordo di una vita precedente.

Da quello che mi stai dicendo posso dedurre che è molto probabile che uno avrà un partner diverso in ogni incarnazione. Mi sbaglio? No, non ti sbagli. Di solito è una cosa del tutto normale nei mondi che si trovano nel vostro livello evolutivo. Spesso è una cosa necessaria per poter evolvere spiritualmente,ma potrebbe essere anche la conseguenza di azioni fatte nelle vite precedenti.

Cosa vorresti dire?

Che anche se si tratta di anime gemelle e di spiriti completamente affini, se i difetti fossero più forti dei sentimenti, ci potrebbe essere un distacco temporaneo tra i due, visto che non vogliono riconoscere né modificare le cattive abitudini spirituali. Molte volte si apprezza quello che si ha solamente quando lo si ha già perso. Questo non significa che il distacco sia qualcosa di negativo, perché anche se si forma una coppia con un’affinità minore nelle vite successive, la

situazione potrebbe essere vantaggiosa perché aiuta a modificare le cattive abitudini. Nel vostro mondo ci sono pochissime coppie che si uniscono per amore, perché la maggior parte di esse non ascolta il suo io interiore. Moltissimi lo fanno per necessità, per convenienza materiale o affettiva o per attrazione sessuale, mentre solo una piccola parte si unisce in funzione alle necessità spirituali. Nei mondi più avanzati, dove gli spiriti hanno eliminato gran parte dell’egoismo e sono più coerenti con i propri sentimenti, troviamo che la maggior parte delle unioni avviene per amore, perché gli spiriti affini si riconoscono e sanno che nessuna soddisfazione di nessun anelito materiale li può rendere più felici che il sentimento reciproco. Nei mondi più avanzati, sono poche le coppie che non sono anime gemelle e nessuna si forma in funzione agli interessi egoistici.

Ci hanno sempre detto che avere una coppia per tutta la vita è più spirituale. C’è una frase del vangelo che dice… “l’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto”, ma adesso tu mi stai dicendo che avere più coppie è una cosa “normale” e che può essere un vantaggio a livello spirituale. Non c’è forse una contraddizione?

I vincoli d’amore e quelli del matrimonio sono due cose diverse. Nel 90% dei matrimoni della Terra non c’è un vero amore, anche se questo non può essere evidente dai coniugi almeno fino a quando non sia passato un periodo. Sembra che per aver firmato un pezzo di carta, uno non abbia il diritto di cambiare la sua opinione. Solamente quando sceglierete il vostro partner in base ai sentimenti le vostre relazioni dureranno nel tempo, tanto quanto lo sono quelle dei mondi più avanzati, dove le coppie non si uniscono per obbligazione, ma per amore reciproco. Ognuno ha la libertà di scegliere con chi si vuole sposare, ma ha anche la possibilità di cambiare la sua decisione se si rende conto che non era la persona giusta, senza giustificarlo a nessuno. Dovete tener presente una cosa: è l’amore reciproco che fa in modo che due esseri rimangano uniti, mantenendo la loro libertà individuale intatta, senza nessun contratto firmato, senza il bisogno di un sacerdote con un altare fiorito e pieno di reliquie religiose, perché non è Dio che vi sta unendo, ma voi stessi. Tutte queste abitudini, sono il frutto di leggi e costumi che avete inventato. Ciò che vi ha dato veramente Dio è la capacità di amare un’anima gemella, perché possiate sperimentare la felicità attraverso l’amore e la libertà di poter decidere il vostro destino. Come ho già detto precedentemente, le poche coppie che si uniscono per amore nel vostro mondo devono

ancora vincere il proprio egoismo, che spesso è più forte e si impone ai sentimenti. Per questo la frase del vangelo che dice…”l’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto”, la potreste sostituire con un’altra molto pìù appropriata e che risulta un buon consiglio per quelli che vogliono sperimentare la vera felicità: “l’egoismo non separi ciò che l’amore ha congiunto”.

Allora il divorzio è qualcosa di positivo dal punto di vista spirituale? Ho sempre pensato che fosse il contrario, perché la maggior parte delle religioni cristiane sono contrarie al divorzio.

La religione e la spiritualità sono due cose differenti. Il mondo spirituale è sempre favorevole verso chi ha la libertà di scegliere con chi vuole stare oppure no, favorevole quindi verso quelle persone che hanno la possibilità di esercitare il loro libero arbitrio. Rimanere con qualcuno che non amiamo solamente perché abbiamo firmato un pezzo di carta o stare con qualcuno che amiamo, anche se è impossibile conviverci per una determinata ragione, significa violare il libero arbitrio. Se credete che il semplice fatto di essere fidanzati implichi rinunciare ad una parte del libero arbitrio o se pensate che la convivenza o essere sposati vi obblighi a mantenere relazioni sessuali pensando che è un dovere che dovete compiere per forza, allora vi sbagliate. Uno non è obbligato a fare l’amore con il proprio partner solo perché si è sposato e non è neanche obbligato ad unirsi ad una persona solo perché ha mantenuto relazioni sessuali con essa. In poche parole uno, quando si unisce per qualsiasi circostanza, non è obbligato a sentire ciò che non sente, perché i sentimenti non possono essere forzati, ma devono sorgere spontanei. Dal punto di vista spirituale, prima di tutto c’è la libertà individuale, che prevale sopra ogni cosa. Fino a quando non vi sarete liberati dell’attaccamento, non potrete sperimentare la felicità che l’amore è in grado di darvi, perché l’attaccamento è per l’amore come una gabbia per un l’uccello.

Allora quelle persone che utilizzano il sesso solo come divertimento stanno forse trasgredendo una legge spirituale?

Se la persona lo ha scelto liberamente senza nessun tipo di costrizione, non c’è nessun problema. Ma quando lo spirito evolve si aspetta qualcosa di più e una relazione puramente fisica lo lascerà insoddisfatto e vuoto. Quando due persone si uniscono in una relazione perché sono sessualmente attratte, ma non sono spiritualmente affini, la relazione non durerà a lungo e alla fine si

romperà. Se si prolungherà, sarà una relazione instabile, in conflitto permanente, visto che il vincolo che li unisce è molto debole.

Man mano che lo spirito evolve la sua sessualità passa da essere un istinto, cioè una necessità biologica, ad essere uno strumento di espressione del sentimento. Per gli umani primitivi, la sessualità si basava sull’istinto e non poteva esserci un vuoto sentimentale quando si accoppiavano con qualcuno per il quale non provavano amore, perché il loro sentimento non era sufficientemente sviluppato. Ma uno spirito più evoluto, cioè con una capacità più grande di amare, sentirà un grande vuoto se nelle sue relazioni sessuali cerca solamente la soddisfazione del proprio istinto. Quando gli spiriti sono affini e si amano, il sentimento di amore profondo viene manifestato attraverso il sesso, cioè una manifestazione di amore intimo, producendosi un intercambio simultaneo dei corpi fisici, uno scambio energetico che rivitalizza la persona riempiendola di felicità. Nasce quindi in questo legame fisico un’unione dei corpi astrali, mentali e spirituali. Al contrario, in una relazione puramente sessuale, dove le due persone che praticano il sesso non sentono un amore reciproco ma provano solamente una soddisfazione fisica, mancherà la compenetrazione dei corpi più sensibili, cioè quello astrale, mentale e spirituale, dando come risultato la sensazione di vuoto e di insoddisfazione. Nei mondi avanzati ciò che muove gli spiriti ad unirsi come una coppia è esclusivamente l’amore interiore che sentono l’uno per l’altro, di conseguenza, è raro che si uniscano per qualsiasi altro motivo. Visto che in quei mondi la percezione è molto sviluppata, non ci possono essere né inganni, né delusioni, cosa che sulla Terra capita di incontrare spesso, perché da un determinato momento in poi, uno si rende conto che la persona con cui aveva formato una coppia non è come pensava, perché il partner stava mostrando solamente le qualità che gli servivano per poter conquistare.

E come si possono risolvere i problemi di sessualità?

I vostri problemi di sessualità sono dovuti nella maggior parte dei casi a relazioni sessuali con persone per le quali non provate praticamente nessun tipo di sentimento. Guardate solo la parte materiale, credendo che il culmine del piacere sessuale si raggiungerà mantenendo relazioni con persone fisicamente molto attraenti. Se rifiutate di riconoscere la parte sentimentale, cosa che succede alla maggior parte delle coppie, e vi unite con persone che non sono spiritualmente affini, non sentirete mai una piena

soddisfazione interna. Le persone che ne soffriranno di più saranno gli spiriti più avanzati. Molti non riconoscono che il problema si risolverebbe incominciando ad agire in sintonia con i propri sentimenti e si ostinano a cercare esperienze sessuali con persone per le quali non provano amore, aggiungendo al sesso delle componenti che lo rendono più eccitante, ma ugualmente vuoto, rischiando di cadere in un circolo vizioso, perché si sta cercando di riempire materialmente ciò che si può colmare solo con il sentimento.

Mi vorresti dire che l’amore romantico, cioè quelle relazioni che vediamo nei film, scarseggia nel nostro mondo?

Il vostro concetto di amore di coppia è spesso distorto e discrepa con l’amore dal punto di vista spirituale.

Le relazioni per un’intensa attrazione fisica, che voi chiamate amore “passionale” o “romantico”, non scarseggiano affatto, ma sono delle relazioni superficiali. Sono come la luce di un bengala, molto intensa per un istante, ma che poi si spegne per sempre. Spesso si cerca invano di prolungare queste relazioni eccitando i sensi con sfumature materialiste (una cena in un ristorante caro, un regalo appariscente, una notte in una suite in un hotel di cinque stelle o una vacanza in un’isola paradisiaca). Tutto questo lo chiamiamo amore romantico, quando in realtà non è altro che una forte attrazione fisica che si spegne man mano che si consuma il desiderio sessuale.

Molte volte le passioni non hanno niente a che vedere con l’amore, ma solo con il desiderio di possedere a qualcuno. Questo tipo di desiderio non è altro che una manifestazione dell’egoismo, che abbiamo chiamato precedentemente attaccamento e che fa credere alla persona che il suo amore gli da il diritto di possedere al suo partner come se fosse di sua proprietà. Ma le persone non possono essere possedute, perché non appartengono a nessuno. Non dobbiamo confondere il voler bene, con il voler possedere l’amore tramite l’attaccamento. Dovete tener presente una cosa: non si può obbligare nessuno ad amare, perché in questo modo stiamo forzando i sentimenti che devono essere liberi e non si possono forzare perché non obbediscono a suggestioni, manipolazioni, imposizioni o comandi. Se veramente volete essere amati, allora dovete amare senza condizioni, cioè senza aspettarvi niente a cambio. Si tratta della legge di causa effetto, dove uno da ciò che riceve e riceve ciò che da.

LA MALATTIA ALLA LUCE DELLA LEGGE DELL’AMORE

Hai citato in varie occasioni che ci sono malattie fisiche che sono relazionate con certi sentimenti o con la repressione di alcuni tipi di sentimenti. Mi piacerebbe approfondire questo punto.

Certamente. C’è molta gente che si ammala prima nello spirito, perché stanno annullando i loro sentimenti e, successivamente, lo fa anche il corpo, visto che le due cose sono relazionate tra di loro.

Vorresti dire allora che una malattia fisica potrebbe avere un’origine emozionale?

In effetti. La repressione dei sentimenti è la causa principale di malattie fisiche e psicologiche nel vostro mondo.

Per quanto riguarda le malattie mentali lo posso accettare. Ma il cancro? Non ha forse dimostrato la scienza che è causato dalle alterazioni genetiche?

Le alterazioni genetiche sono sempre presenti in qualsiasi tipo di malattia, solo che in moltissimi casi non sono la causa principale.

E quale sarebbe la causa principale?

Come ti ho già spiegato, la causa è relazionata con la repressione dell’interiorità spirituale. Quando la persona non agisce e non vive in accordo con i propri sentimenti, si produce un malessere interno profondo. Questo provoca una serie di ego-sentimenti psichicamente dannosi, come la paura, l’odio, la rabbia, la tristezza, ecc.., che sono la causa della malattia. Questo malessere potrebbe essere provocato da una causa esterna, una fase della vita che risulta alla persona molto difficile d’affrontare. Possiamo chiamare questa circostanza conflitto emozionale.

E come si trasmette questo malessere emozionale al corpo fisico, generando una malattia?

Quando la persona soffre ad un livello emozionale sta generando un contrasto tra il livello spirituale e il livello mentale, che successivamente viene trasmesso al corpo energetico o astrale. Questo tipo di contrasto genera un calo a livello vibratorio, che colpisce una regione concreta del corpo. È come se lo paragonassimo ad un blackout causato da un cortocircuito, dove vengono danneggiati alcuni fili elettrici, che smetteranno di

alimentare correttamente la zona interessata. Nel nostro caso, questa zona dove si produce il cortocircuito sarebbe una regione del corpo astrale. La mancanza di energia vitale provoca una sconnessione, una disfunzione che impedisce che quella regione del corpo funzioni in armonia con il resto. Alterandosi lo schema energetico, il funzionamento normale delle cellule viene modificato. Incominceranno quindi ad apparire alterazioni genetiche, che a loro volta daranno passo ad una malattia degenerante, potendosi convertire in una crescita a dismisura, tanto da poter provocare un cancro.

Tutto questo mi ricorda quello che dice la Dr.ssa in Fisica Barbara Ann Brenan nei suoi libri “Mani di luce” e “Luce emergente”, che parlano della malattia e che mi hai consigliato quando mi hai parlato del corpo astrale. Secondo questa dottoressa, i problemi psicologici ed emozionali si manifestano nel corpo astrale come zone scure o di vari toni torbidi, la cui origine ha le sue radici nelle idee negative che ha una persona in un determinato momento. Se queste perdurano nel corpo astrale senza risolversi, prima o poi si manifesteranno nel corpo fisico della persona causando una malattia. È vero ciò che dice?

Si, ha perfettamente ragione.

Mi ricorda anche ai postulati di “la Nuova Medicina” che annunciò il medico tedesco Ryke Geerd Hamer. Secondo il Dr. Hamer qualsiasi tipo di cancro o malattia equivalente al cancro incomincia da un conflitto emozionale scioccante e vissuto in solitudine. A seconda del tipo di conflitto, il cancro si svilupperà in un organo o in un altro. Inoltre, sostiene che il conflitto emozionale danneggia prima il cervello, provocando una specie di “cortocircuito”, e poi la regione del corpo con la quale è collegata questa parte del cervello, dove nascerà successivamente la malattia. Postula inoltre che la cura della malattia dipende della soluzione del conflitto emozionale che la provoca. Sono corrette le cose che dice questo medico?

Ciò che dice non è del tutto corretto, perché non tutte le malattie hanno un’origine nel conflitto emozionale. Comunque la maggior parte si.

È vero che, se riusciamo a risolvere il conflitto emozionale, possiamo curare la malattia?

Si, ma per risolvere il conflitto ci deve essere nella persona un cambio profondo. Se uno riesce a curare la sua malattia, ma continua ad afferrarsi all’egoismo, persiste nei suoi contrasti e non li risolve e reprime i suoi sentimenti, allora successivamente ne nascerà un’altra. Insomma, la vera causa delle malattie è l’egoismo e le sue manifestazioni, mentre ciò che è salutare e curativo è l’amore e le sue espressioni. Questa è una regola che si compie sempre.

Non è forse ciò che succede a tutti in maggior o minor misura? Mi spiego: non succede quasi a tutti che nella vita proviamo dispiaceri di qualsiasi tipo e che a loro volta ci provocano rabbia, tristezza ed aggressività? Perché mi identifico molto con la descrizione che mi hai appena esposto, riferendoti alla repressione dei sentimenti e nonostante tutto non ho il cancro?

È normale che uno si ammali ogni tanto ma, per prodursi una malattia veramente grave come il cancro, la persona deve passare prima per determinate situazioni. Ad esempio, deve rimanere emotivamente “intrappolata” dal malessere emozionale, convertendosi in una ossessione permanente. Deve lasciarsi trasportare dagli ego-sentimenti durante un tempo relativamente lungo e che gli impedisca di prendere sonno. Inoltre, la persona deve reprimere qualsiasi tipo di sfogo ed espressione di questi ego-sentimenti.

Esiste allora una personalità propensa al cancro?

Si, ad esempio quelle persone che si lasciano trasportare dai sentimenti dell’ego (rabbia, odio, tristezza, paura) e/o quelle che si sentono represse nella loro percezione e/o manifestazione dei sentimenti.

Allora la malattia è un castigo per non aver fatto bene le cose?

No, non è un castigo. È una conseguenza del dolore emozionale interno ed è la stessa persona che se lo causa. Comunque lo può rimediare facendo un cambio profondo, trasformando quindi l’egoismo in amore e la repressione, in espressione autentica della sua personalità spirituale.

E che senso ha per la persona che sta soffrendo, che sperimenti una malattia così grave? Non è forse sufficiente soffrire internamente?

Devi considerare che il malessere fisico è una conseguenza della sofferenza interna. In questo caso la malattia fisica agisce come un campanello d’allarme, affinché la persona si renda conto che il problema viene dall’interno, ed è importante che abbia uno stimolo per cambiare.

E se cambia, riuscirà a curarsi?

La maggior parte si, ma non tutti. Ci sono danni a livello fisico che non si possono rimediare.

E quelli che non riescono a curarsi? Potrebbero morire? Si.

Allora che senso ha la malattia se uno, anche cambiando, non riesce a curarsi e muore ugualmente?

Devi tener presente che, dal punto di vista spirituale, la vita fisica è solo un istante della vita reale e che la morte del corpo non è ne qualcosa di negativo, né la fine, ma una fase di transizione verso un’altra esistenza meno limitata. La malattia è uno strumento di aiuto per lo sviluppo dell’essere verso un livello maggiore di comprensione, verso un livello di saggezza e amore. Come ho detto precedentemente, la malattia fisica indebolisce le barriere mentali, le quali impediscono alla sensibilità interna di manifestarsi. Il cambio che puoi aver fatto in te stesso per superare la malattia è qualcosa che non si perde e può essere la cosa più importante che puoi aver ricavato dalla tua vita, probabilmente l’obbiettivo di un’intera incarnazione. Questa esperienza è necessaria per evolvere nel cammino verso l’amore. Una volta compiuto questo obbiettivo, lo spirito può tornare tranquillamente al mondo spirituale, soddisfatto del suo lavoro. Ricordiamoci che l’unica cosa che non perdiamo dopo la morte sono i cambi che possiamo aver fatto in noi stessi e nel nostro spirito, perché tutto quello che si ha raggiunto a livello materiale rimarrà nel mondo materiale. Gesù voleva dire questo quando diceva: “Non accumulate ricchezze in questo mondo, perché i tarli e la ruggine distruggono ogni cosa e i ladri vengono e portano via. Accumulate piuttosto le vostre ricchezze in cielo, dove i tarli e la ruggine non le distruggono e i ladri non vanno a rubare, perché dove sono le tue ricchezze, la c’è anche il tuo cuore. Matteo (40:6:19 – 40:6:21)”.

D’accordo, però se la persona muore, come può mettere in pratica quello che ha imparato?

Devi tener presente che la vita dello spirito continua, legata o meno al corpo. Ciò che ha imparato è parte di se e gli servirà per continuare ad evolvere.

D’accordo. Ma non sarà un colpo molto duro per i familiari o altre persone care che rischiano di perdere alla persona cara dopo aver passato una malattia così brutta e nonostante abbia lottato e sia cambiata?

Sia nel caso della malattia che di morte naturale, la separazione degli esseri a noi cari è solo temporanea, perché tutti ci ritroveremo dall’altra parte prima o poi. Devi tener presente che quando succede il contrario, cioè quando qualcuno passa dal mondo spirituale a quello fisico, lo spirito si sta separando dagli esseri a lui cari che non incarnano in quel momento. Nonostante tutto non è un dramma, perché capiscono che è una separazione temporanea e che lo spirito che incarna lo fa per un motivo di crescita spirituale. Per questo non hanno una sensazione di perdita come voi. Quando arriverete a capire che la vita non finisce mai e che la morte del corpo fisico non è la fine, ma solo una fase di transizione per poi passare al piano spirituale, molti dei vostri problemi, traumi o depressioni, che sono conseguenza della morte di qualche essere a voi vicino, scompariranno.

E cosa succede a quelli che non risolvono il loro conflitto e muoiono a conseguenza della malattia?

Che si fermano nella loro crescita spirituale, perché non sono riusciti a realizzare il cambio di cui avevano bisogno per superare la loro prova. Sono quelli che hanno “gettato la spugna”, cioè quelli che non hanno saputo avanzare nella loro crescita, ed hanno facilitato il ritorno al mondo spirituale, con la conseguenza, che devono tornare nelle prossime vite per poter superare le stesse prove.

Torniamo al discorso dell’origine della malattia. Non ci sono per caso persone che apparentemente non hanno nessun conflitto emozionale e sono relativamente felici, ma che anche loro soffrono malattie come il cancro? E cosa mi dici di quei bambini appena nati, che hanno una malattia congenita e che non hanno ancora una conoscenza sufficiente per poter sperimentare un trauma emozionale?

Bella domanda. Rispetto ai bambini appena nati, devi tener presente che quando lo spirito incomincia a legarsi all’embrione, sente e percepisce tutto quello che accade intorno a se, incluso ciò che sente la madre. È quindi suscettibile a sviluppare un trauma emozionale durante il periodo di gravidanza, che potrebbe essere un motivo di sviluppo di una malattia fisica. Ma è anche vero che ci sono malattie che non sono associate a nessun conflitto emozionale, che si chiamano malattie congenite, cioè che hanno un’origine genetica, ed altre che sono un miscuglio di componente emozionale e suscettibilità congenita.

Da dove proviene in questo caso la malattia?

La sua origine è la conseguenza delle azioni che abbiamo fatto in altre vite. Si tratta di prove che servono per eliminare debiti accumulati, debiti che l’egoismo ci ha spinto ad acquisire agendo contro la legge dell’amore.

Non capisco quello che mi vuoi dire. Cosa centra una malattia con un’azione del passato? Potresti spiegarmi meglio come si può trasmettere una malattia da una vita all’altra?

Quando qualcuno commette un gesto contro la legge dell’amore, sta impregnando lo spirito con una di tossicità psichica, abbassando il suo livello vibratorio e alterando la sua configurazione spiritule. Tutto questo succede a causa della legge di causa effetto.

Questa alterazione, che influisce per corrispondenza vibratoria altera anche i corpi più densi; il corpo mentale e di conseguenza il corpo astrale, sarebbero il modello del futuro corpo fisico. Se il corpo astrale mantiene questa alterazione al momento di incarnare, può provocare un’alterazione nel codice genetico del corpo fisico e provocare così una malattia congenita. Quindi continua ad essere certo che l’egoismo è la causa della malattia, anche se questo egoismo proviene dalla vita precedente.

Ma ci sono anche alterazioni genetiche che si ereditano dai genitori e non sembra che siano generate dal corpo astrale di chi incarna. Come giustifichi questo fatto?

È vero che la predisposizione a certe malattie si eredita geneticamente dai genitori, ma dovete sapere che lo spirito che incarna è consapevole di questa circostanza e lo accetta, perché sa che la discapacità fisica o psichica è una prova che gli corrisponde, una conseguenza degli atti di altre vite. È anche una

prova per i genitori, perché loro stessi consentirono prima di incarnare di vivere questo tipo di esperienza.

Credo che chi sta vivendo questa situazione non accetterebbe una simile affermazione neanche da una persona a loro cara. Sicuramente penserà: cosa ho fatto io per meritarmi questo?

È del tutto normale pensare in questo modo, perché per poter capire completamente questa situazione bisognerebbe conoscere la vita prima di incarnare, sapere che durante questo periodo, gli spiriti hanno creato le circostanze che adesso sono costretti a vivere. In fin dei conti, si tratta di una situazione transitoria, perché dopo la morte, la vita continua. Il momento critico che stanno vivendo è positivo, perché aiuta lo spirito nel suo cammino verso l’amore, che è ciò che si pretende.

Cosa diresti a quei genitori che hanno figli o familiari con qualche tipo di deficienza psichica o fisica congenita o provocata da qualche circostanza della vita come un incidente e per cui gli è impossibile avere una vita come una persona normale?

Che non dovete giudicare le apparenze; agite come lo fareste con una persona normale, cioè trattandola ed amandola in base a quello che è. Se guardate più in là del corpo imperfetto, troverete un’anima come tutte le altre, un’anima dotata di uno spirito perfetto, un essere che vive, sente e percepisce allo stesso modo o forse più intensamente di qualsiasi altra persona che possiede un corpo sano. Chi se ne intende di musica, vi dirà che la musica non viene dallo strumento, ma nasce dall’anima del musicista che la suona. Se il violino è scordato o difettoso, non significa che il violinista non sappia suonare; si trova solamente in una situazione dove gli è impossibile farlo secondo le sue conoscenze, ma con la capacità di aumentare il suo talento musicale pur non trovandosi in una situazione ideale. Allo stesso modo, non negate allo spirito la possibilità di capire ed esprimere la musica dell’anima, cioè l’amore, solo perché il suo strumento, che in questo caso sarebbe il corpo, si trova momentaneamente imperfetto. Non dovete credere che è uno sforzo inutile quello di parlare, esprimere e trasmettere i sentimenti d’affetto che dareste a un figlio sano, perché ciò che l’essere non può percepire attraverso i sensi del corpo, lo percepisce attraverso i sensi dello spirito, che sono molto più sensibili, sopratutto verso gli atti d’amore. Se non vi risponde come lo farebbe uno che possiede un corpo sano, non è perché non lo percepisce, ma

perché la sua materia gli impedisce di esprimersi nel mondo fisico, così come lo vorrebbe lo spirito. Niente di ciò che farete per lui con sentimento sarà invano, perché nel mondo spirituale quello che si fa per amore e con amore non si perde mai. L’ho già detto e lo ripeto: la deficienza fisica o mentale è una circostanza passeggera che finirà una volta estinto il corpo, mentre i sentimenti che abbiamo rafforzato attraverso questa esperienza durano per sempre nello spirito di chi la soffre, ma anche nello spirito delle persone che lo circondano e che sono costrette a vivere questa circostanza e questo è ciò che importa veramente.

E cosa si può imparare da tutto questo?

Ad essere più sensibili con la propria sofferenza e quella degli altri, perché sicuramente le persone che stanno soffrendo in questa incarnazione hanno causato un dolore simile in altre vite e non hanno voluto essere coscienti del danno che stavano facendo. Questo è il primo passo per amare, cioè prendere coscienza che gli altri hanno sentimenti come noi e che soffrono per gli stessi motivi per cui noi soffriamo.

E qual è il significato spirituale di una malattia congenita, se esiste? La malattia è un processo tramite il quale lo spirito trasferisce al corpo fisico la tossicità della psiche, impedendo però allo spirito di alzarsi verso un grado maggiore di evoluzione spirituale. In pratica, il corpo funziona come un panno, o come una spugna, che assorbe “la sporcizia dello spirito”. Questa “sporcizia” è quella che provoca la malattia al livello fisico, ma che contribuisce anche a pulire i corpi più sottili, come se si trattasse di un sistema di fognatura che drena le impurità, contribuendo così alla sua eliminazione. Ci sono anche spiriti che utilizzano la malattia nella parte finale della loro vita, cioè quando arriva il momento di liberarsi del corpo; approfittano questa occasione per pulirsi, trasferendo una parte di tossicità psichica che hanno accumulato nei corpi più sottili. Questo caso è molto frequente e, per quanto si cerchi di evitare la morte, è totalmente impossibile, visto che non si tratta di nessun conflitto emozionale attivo, ma una depurazione spirituale.

E se lo spirito commette un atto contro la legge dell’amore, dovrà per forza soffrire una malattia nella vita successiva?

Non necessariamente. Come ho detto, ci sono varie maniere di eliminare la tossicità della psiche, ad esempio incominciando con i

gesti d’amore e riparando gli atti negativi che si provocarono nel passato. In questo modo si eliminerà la tossicità dello spirito senza nessuna necessità di passare per una malattia. Per questo ho detto precedentemente che, se la causa della malattia è l’egoismo, l’amore è il suo antidoto, il suo rimedio. Non deve essere necessariamente attraverso la malattia la forma per sbarazzarsene, ma visto che è una forma rapida, molti spiriti la scelgono. Non c’è dubbio che, mentre non si faccia niente per eliminarla, la tossicità rimarrà, ostacolando il progresso dello spirito verso quote più alte di amore e felicità.

Hai detto anche che ci sono malattie che sono un miscuglio di componente emozionale e suscettibilità genetica.

Si.

Ti potresti spiegare meglio?

Ci sono spiriti che vengono ad affrontare alcune prove. Ad esempio, per evitare di lasciarsi trascinare dal materialismo, lo spirito utilizza la malattia come mezzo per ricordare il proposito spirituale che lo portò ad incarnarsi. La malattia quindi prende il sopravvento solamente se lo spirito perde la direzione del cammino che si era prefissato precedentemente, come se si trattasse di bande sonore che si trovano ai lati della strada e che servono per avvisare all’autista che sta uscendo dalla carreggiata. Altre persone invece, anche trovandosi nella stessa situazione, non svilupperebbero una malattia importante perché hanno una predisposizione genetica meno suscettibile, una soglia di attivazione più bassa, uno stimolo emozionale di minor intensità. Per loro quindi, è sufficiente una malattia meno grave.

D’accordo. Come dici, se le malattie sono causate da conflitti emozionali di questa vita, si risolvono con la risoluzione del conflitto, mentre nel caso delle malattie congenite, si tratta di un processo depurativo che non si può curare. Ma mi chiedo: Le terapie farmaceutiche che si uttilizzano oggigiorno, ad esempio quelle per combattere il cancro, servono a qualcosa?

I trattamenti attuali, cioè la chemioterapia e la radioterapia, cercano di eliminare il sintomo, cioè la proliferazione cellulare, ma senza attaccare la malattia, perché non agiscono direttamente all’origine. Se si lesiona il DNA, si stanno generando lesioni cellulari profonde che in molti casi sono permanenti, visto che non possono

rigenerarsi. È difficile capire che per combattere questa malattia si utilizzano come terapia le stesse alterazioni genetiche che utilizza il cancro.

Con questo vorresti dire che i farmaci sono nocivi?

Non tutti. Quelli che sono aggressivi si, perché provocano più effetti collaterali che benefici. Ad esempio, gli antinfiammatori, i corticosteroidi ed alcuni inmunomodulatori possono essere utili in determinati momenti. La farmacologia, se si utilizza bene, può aiutare e parecchio a recuperare la salute nei casi in cui la malattia provenga dalla vita attuale, curando ed alleggerendo i sintomi e migliorando la qualità della vita in quelle malattie che non hanno una cura.

E quelli che si curano da un cancro dopo una terapia farmacologica?

Se si curano è perché hanno risolto il loro problema emozionale che lo provocò o perché la malattia era benigna, ma non per aver eliminato il sintomo. Se il male emozionale o spirituale persiste, il cancro riapparirà in un altro posto vicino, sempre quando gli sia stato estirpato il primo tessuto danneggiato.

Cosa consiglieresti a quelle persone che vogliono curare un cancro, ad un livello fisico?

Un’alimentazione frugale, a base di vegetali e molte vitamine. Molto riposo e tranquillità che permettano al corpo di concentrarsi nell’alimentazione delle cellule anormali, senza utilizzare terapie aggressive che attaccano l’organismo, ma che lo aiutino a recuperare la normalità.

Se come dici, il corpo astrale perde la sua vitalità dovuto alla persistenza nei sentimenti dell’ego e questo a lungo andare provoca la malattia fisica, si potrebbe pulire al livello energetico il corpo astrale per migliorare lo stato di salute?

Si, ad esempio attraverso la realizzazione di determinati esercizi come quelli di Yoga o apportando energia canalizzata da un altra persona come il Reiki o tramite qualche apparato di emissione di bioenergia, che scarica i cattivi fluidi e apporta energia vitalizzata. Il trattamento energetico agisce in maniera terapeutica nel corpo energetico, contribuendo alla restaurazione del flusso, cioè eliminando l’energia consumata e apportando energia rinnovata

alle zone interessate. La terapia bioenergetica quindi, contribuisce a recuperare la malattia e ad alleggerire i sintomi. Ma se la persona persiste nelle sue brutte abitudini psichiche, il corpo astrale continuerà ad essere sbilanciato, lasciando nuovamente passo alla malattia fisica che si manifesterà nuovamente. Per questo è necessario seguire una guarigione in una forma globale, cioè una forma spirituale, mentale, energetica e fisica.

Mi puoi spiegare che cos’é il “Reiki” ?

Il Reiki è un metodo di guarigione naturale che utilizza l’energia vitale universale, la quale aiuta a curare malattie fisiche e mentali. Reiki e’ il nome che gli ha dato il sacerdote giapponese che lo ha scoperto e significa energia vitale universale. Sebbene ora si sia diffusa con questo nome o con il nome di bioenergetica – trasmissione di energia per migliorare la salute – è stata utilizzata da migliaia di anni con diversi nomi, come “trasmissione magnetica” o prana. E’ l’imposizione delle mani di Gesù, la “cura della grazia”.

Su cosa si basa il Reiki?

La pratica del Reiki si basa su un emittente o canale, il quale attraverso le proprie mani è capace di trasmettere energia vitale a un ricevente, che può essere se stesso o un altro essere vivente (umano, animale o pianta) allo scopo di alleviare o eliminare fastidi o malattie. Il Reiki opera a livello del corpo astrale, contribuendo ad eliminare blocchi energetici provocati dalle tendenze mentali errate, ma anche nel caso di fastidi di origine interamente fisica come traumatismi o intossicazioni, riattivando il flusso di energia nelle zone danneggiate e contribuendo ad alleviare i dolori e ad accelerare il processo di rigenerazione del tessuto. La conoscenza della costituzione del corpo astrale, dei flussi di energia, dei chakra e delle connessioni fra i problemi emozionali e il punto fisico che ne riceve i danni aiuta a porre le mani nella posizione corretta perchè il flusso energetico nelle zone danneggiate si riattivi.

Ma l’energia curativa da dove proviene? Dall’emittente, dall’universo?

L’energia vitale si trova in qualsiasi angolo dell’universo e l’operatore di Reiki cerca di concentrarla e dirigerla verso la persona che ne ha bisogno. A volte, l’operatore, se per alcuna ragione non riesce a smuovere questa energia dall’ambiente circostante, può finire col cedere la propria. Bisogna anche rendersi conto che molte persone

contano sull’aiuto di entità spirituali concrete che li aiutano nella trasmissione di energia, potenziando enormemente le proprie capacità. In questo caso si può dire che il lavoro più cosciente lo fanno gli spiriti e che l’operatore di Reiki agisce come uno strumento affinché gli spiriti guaritori possano accedere al piano fisico-energetico.

E che ragioni ci possono essere perché una persona dia la propria energia?

Un eccesso di sforzo. Carenza di concentrazione, carenza di rilassamento, mancanza di volontà disinteressata ad aiutare, cattive abitudini psichiche e fisiche. Se succede questo, dopo una sessione di Reiki, l’operatore si sentirà abbattuto, mancante di energia e potrà perfino riprodurre alcuni dei sintomi del malessere del ricevente.

Di che si ha bisogno per poter praticare il Reiki?

Guarda, la cosa più importante perché il Reiki funzioni è la volontà dell’operatore di aiutare i suoi simili ed un livello vibratorio del corpo astrale elevato, che si raggiunge con la pratica dell’amore. E’ importante anche la buona predisposizione del ricevente a ricevere energia e questo si basa sulla fiducia e la sincerità. Se una persona non e’ predisposta a ricevere energia, perché non crede che sia possibile, non si fida dell’operatore o perché non e’ disposto ad effettuare cambiamenti in favore dell’amore e della rinuncia all’egoismo, i suoi chakra rimarranno chiusi e, per potente che possa essere l’operatore, l’energia non penetrerà. E’ simile a quanto accade con le radio, con le quali, per poter ascoltare un programma si ha bisogno di una buona emittente con un segnale potente, ma anche di accendere il ricevitore della radio e sintonizzarlo sulla frequenza corretta. A partire da questo, e come succede nello sport, la pratica continua fa in modo che ogni volta la capacità di trasmissione di energia aumenti e sia di maggior vibrazione. Con la volontà d’aiuto disinteressata si raggiungono sempre i migliori risultati. Inoltre, anche la purezza a livello fisico contribuisce a che l’energia non diminuisca la sua vibrazione quando passa per il canale. Questo implica una dieta vegetariana e l’astenersi dal consumo di sostanze dannose per l’organismo come alcohol, il tabacco e qualsiasi altro tipo di droga.

E’ vero che per poter trasmettere energia deve averti aperto i chakra un maestro iniziato al Reiki?

No. La capacità di trasmissione dipende dalla capacità evolutiva dello spirito, dalla sua volontà di aiutare gli altri e dalla pratica. Quanto più disinteressatamente operi, maggior aiuto da parte del mondo spirituale avrà. La funzione di un maestro è quella di fare in modo che l’alunno sviluppi le sue potenzialità, ma una persona può anche essere autodidatta. Come nello sport, con la pratica si aumenta la capacità e con la volontà di aiutare gli altri si riceve l’aiuto di cui si ha bisogno dal mondo spirituale, visto che è nel mondo spirituale che stanno gli autentici maestri della trasmissione energetica.

Sai, ho sentito parlare del fatto che esistono corsi in cui bisogna pagare per acquisire livelli di Reiki. Che ne pensi di questo?

Che e’ un giro economico come lo é stato a suo tempo la vendita delle indulgenze, che permetteva un posto in cielo con contratto e tutto quanto in cambio di denaro. Perché se il primo a scoprirlo, Usui, l’ha dato gratis, quelli che l’hanno seguito hanno iniziato a farlo pagare? Ripeto, non c’é bisogno che nessuno ti inizi per poter fare Reiki, men che meno che qualcuno ti chieda denaro in cambio. Per molta fama che possa avere, visto che guadagna con questo, non é tanto elevato come dice di essere. Un vero maestro non é qualcuno che si fa pagare per qualcosa che non gli appartiene e per il fatto di essere una fonte non si fa chiamare maestro, perché é umile. Avete l’esempio di Gesù che ha guarito molta gente con l’energia e insegnato a farlo ai suoi discepoli e non ha mai chiesto soldi a nessuno.

Inoltre c’è gente che si fa pagare non solo per i corsi, ma perfino per le sessioni di Reiki! Che ne pensi?

Quello che a qualcuno si da gratuitamente, ovvero l’energia universale, che non è patrimonio di colui che la trasmette e a cui viene permesso di utilizzarla senza pagare, deve essere data allo stesso modo. Quelli che si fanno pagare per il Reiki conteranno sulla propria energia e su quella che riusciranno a raccogliere dall’ambiente con il proprio sforzo. Ma che non si aspettino l’aiuto di entità spirituali di alta vibrazione, perché per sintonizzarsi con queste c’e’ bisogno di un cuore pulito e volontà disinteressata di aiutare il prossimo e colui che si fa pagare per il Reiki non ha più una volontà

disinteressata, ma interessata a trarre profitto economico dalla sua pratica.

Beh, però molti dicono che non é per guadagnare denaro, ma che, dedicando tempo al Reiki, lo sottraggono al lavoro remunerato ed hanno bisogno di vivere di qualcosa.

Beh, allora che non tentino di vivere della trasmissione di energia. Si può avere un lavoro remunerato in un’altra attività che serva per mantenersi economicamente e poi praticare Reiki nel tempo libero. É una questione di volontà . E inoltre succede che molti di coloro che si fanno pagare per il Reiki, non cercano solo di mantenersi, ma piuttosto di arricchirsi a costo tuo, perché hanno delle tariffe che più che pulire l’aura ripuliscono il portafoglio degli incauti che cadono nelle loro mani. Come Gesù stesso ha detto. “Date al padre ciò che e’ del padre e a Cesare ciò che è di Cesare”. Se avete bisogno di mantenervi materialmente cercate di farlo con un lavoro materiale e non con un lavoro spirituale. Non mischiate il denaro con la spiritualità perché la sporcherete. Oppure le guide spirituali vi chiedono denaro per l’aiuto che vi forniscono? Beh, se loro non lo fanno, seguite il loro esempio, non fatelo. E se credete di avere la licenza per farvi pagare perché la capacità proviene da voi, questo e’ quello che avrete, che conterete solo sulla vostra energia. Avendo chiaro che non si può servire Dio e il denaro allo stesso tempo o, tradotto nel linguaggio attuale, non si puo’ servire l’amore e l’egoismo allo stesso tempo perché sono concetti antagonisti e incompatibili.

Ci sono anche altri che dicono che si tratta di un intercambio e che, per aver ricevuto energia, uno deve dare qualcosa in cambio, che sia denaro o altro.

Quindi sono persone che non conoscono o non vogliono conoscere l’amore incondizionato, il dare in cambio di nulla. Non sono buoni esempi da seguire, sebbene si vogliano ammantare esternamente di apparenza spirituale. Se questo tipo di cose non si tengono in conto, alla fine con il movimento di risveglio spirituale succederà lo stesso che é successo con il cristianesimo, che alcuni si ergeranno a sommi maestri degli altri e inizieranno a controllare e manipolare gli insegnamenti per soddisfare le proprie ansie di ricchezza e potere.

Ma quindi il Reiki a pagamento funziona o no?

Può funzionare, ma si raggiungeranno sempre risultati molto più poveri che con il Reiki gratuito. Dipende dalla volontà di aiutare. Nella maggioranza dei casi ci sarà un misto di sentimento, volontà di aiutare gli altri ed egoismo, volerlo fare in cambio di qualcosa. Il bene che si guadagna con il sentimento, si perde nell’interesse. Abbiate chiara una cosa: l’egoismo non è curativo, perché cerca di ricevere prima di dare. Le persone dedicate all’egoismo non possono aiutare gli altri, semplicemente perché non vogliono. Che analizzino se quello che fanno è per aiutare il prossimo o semplicemente vogliono usare gli altri per ingrandire se stessi o per risolvere le proprie aspettative e necessità materiali. Perché credete che Gesù fosse un canale tanto forte di energia e potesse ottenere risultati tanto formidabili, potenti e rapidi da essere considerati miracolosi? Perché era uno spirito che era arrivato a sentire l’amore incondizionato e la manifestazione di questo amore sul piano energetico. E’ l’energia di alta vibrazione che ha il potere di sanare le ferite fisiche e spirituali. A molti piacerebbe poter arrivare a fare quello ha fatto Gesù, ma manca loro l’essenziale, amare incondizionatamente, rinunciare all’egoismo, alla vanità all’orgoglio, alla superbia. Volete fare quello che faceva Gesù? Quindi non chiedete nulla ogni volta che fate qualcosa per gli altri. Se Gesù avesse guadagnato per fare quello che faceva, semplicemente non avrebbe potuto farlo perchè non sarebbe nemmeno stato un essere tanto elevato, né avrebbe avuto l’assistenza necessaria da parte di spiriti elevati.

Alcune considerazioni finali rispetto alle malattie e al loro significato? La malattia non é né una fatalità del destino, né un castigo di Dio, piuttosto uno strumento di crescita spirituale. Le malattie acquisite (di questa vita) arrivano come conseguenza del non sapere o non volere assumersi le prove che ci sono toccate in questa incarnazione o perché si é repressa l’interiorità spirituale, non agendo e vivendo in accordo con i sentimenti. In questo caso, la malattia fisica agisce come allarme di una malattia interiore che ci motiva a cambiare. Nel caso di malattie congenite o karmiche, la loro origine si trova negli atti che abbiamo realizzato nelle altre vite. Sono prove che servono ad eliminare debiti accumulati e mediante le quali lo spirito trasferisce al corpo le tossine psichiche che gli impediscono di elevarsi verso un maggior grado di evoluzione spirituale.